Un innesto fecondo.
Visible and Invisible: Bordering Change in Systemic Family Therapy. Congresso EFTA- SIPPR.
La notte stellata. Rivista di psicologia e psicoterapia n° 2/2019 – 2+2 NON FA 4 – pag 59 – 68

Accendimi, non voglio spegnermi.

Richiesta di mantenimento dell’omeostasi.

Antonietta Germanotta*


Abstract
Il lavoro che presento ritrae una delle mie prime terapie, intrisa delle tribolazioni del dietro le quinte. È la storia di un giovane adulto che recatosi in terapia per eliminare un sintomo – fumare gli spinelli – inizia a maturare l’idea e ad accettarla, di voler in realtà intraprendere un percorso di terapia individuale per potersi svincolare dalla propria famiglia d’origine e spiccare il volo. Non dovevo rinunciare ad un lavoro di parallelismo tra lui, in quanto persona, e lui che usava sostanze; la terapia non era rimuovere le canne, ma stare con lui pur non rinunciando all’interpretazione. Solo da un certo punto del lavoro in poi, mi sono autorizzata ad essere terapeuta, alleandomi alla sua parte verde e non ponendomi più in una posizione assistenziale. Attraverso un necessario tuffo nel passato, si è riusciti a risalire da una lunga e prolungata apnea che durava da tanti anni e che lo rendeva boccheggiante. Il passato pian piano, non rappresentava più un’ingombrante coltre ma solo un’ombra grazie alla quale, se necessario, ripararsi. Grazie al “Diagramma del Benessere” e lavorando con la famiglia che il paziente ha in testa, hanno cominciato a contestualizzarsi i sintomi ed io ho potuto lentamente iniziare a comprendere, a chi fosse rivolto il suo dono d’amore.

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Abstract
The work that I present portrays one of my first therapies, imbued with the tribulations of “behind the scenes”. It is the story of a young adult who went to eliminate a symptom, smoking the joints, begins to develop the idea, and to accept it, to actually want to undertake an individual therapy course in order to free himself from his family of origin and take flight. I did not have to give up a job of parallelism between him as a person and he who used the substances, the therapy was not to remove the joints, but to stay with him while not giving up the interpretation. Only from a certain point onwards have I authorized myself to be a therapist, allying myself to its green part, no longer placing me in a welfare state. Through a dive into the necessary past, it was possible to recover from a long and prolonged apnea that had lasted for many years and made him gasp. The past, little by little, no longer represented a cumbersome blanket but only a shadow thanks to which, if necessary, to shelter. Thanks to the Diagram of Wellness and working with the family that the patient has in mind, we have begun to contextualize the symptoms and we have begun to understand slowly who was given his gift of love.
 



Note
* Dott.ssa Antonietta Germanotta, psicologa e psicoterapeuta familiare, sistemico, relazionale. Lavora come libera professionista ed è impegnata professionalmente nel territorio catanese.

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