Caro Walther a che punto è la rivoluzione?

L’utilizzo dell’Intrex in terapia.
Psicoterapia e servizi per la salute mentale: una sfida ancora aperta.
La notte stellata. Rivista di psicologia e psicoterapia n° 1/2019 – RICERCA E FORMAZIONE – pag 45-49

Caro Walther a che punto è la rivoluzione?

a cura di Marco Bernardini*


Come sempre, e di più in questi ultimi mesi di sofferenza, Walther Galluzzo incontrava i suoi amici, quelli che da Gioiosa Ionica a Roma con lui avevano vissuto mille esperienze. Virgilio, mi racconta, che dopo un breve aggiornamento sullo stato di salute, si ritrovavano a discutere di ciò che di più li aveva appassionati, gli affetti, le dimensioni sociali e collettive, il cambiamento dello stato e la partecipazione attiva in questo senso; il confronto si apriva con una domanda: a che punto è la rivoluzione?
La vita di Walther rivoluzionaria lo è stata sicuramente! Nell’opposizione al contesto storico culturale della sua amata terra, nell’azione politica militante a Roma negli anni ’70, nelle scelte legate alla sua formazione come medico dalla parte degli ultimi e poi come psichiatra e psicoterapeuta, come formatore di molte generazioni di operatori dedicati alla salute mentale a Roma e in Sardegna, come ricercatore e come clinico. Minuchin racconta in Families of the Slums (Minuchin,
1968) le storie degli ultimi, anche per Walther essere psichiatra e psicoterapeuta implicava il confronto con il dolore degli emarginati e dei diseredati, con le storie  di persone e famiglie travolte dalla sofferenza per la psicosi, costrette nello stigma
sociale, all’emarginazione e alla cronicità.
La dimensione rivoluzionaria di Walther Galluzzo riguarderà il lavoro nei servizi pubblici, il lavoro come formatore, il lavoro come psichiatra e psicoterapeuta, il lavoro nella più alta accezione marxista di “manifestazione di libertà…secondo le
leggi della bellezza” (Marx, 1844).
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Note
*Dott. Marco Bernardini, Psichiatra e Psicoterapeuta familiare.

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