Siamo differenti, facciamo la differenza.
Recensione dell’evento “Pink Freud!”.
La notte stellata. Rivista di psicologia e psicoterapia n° 2/2019 – RECENSIONI – pag 147-149

Inseguendo gabbiani. 

Recensione del master
“La terapia ricostruttiva interpersonale.
Valutazione e trattamento dei disturbi di personalità. Ansia, rabbia e depressione”

Alessandra Pomilio


Una delle cose più importanti che impara chi (come me) si è avviato a camminare sul lungo percorso che porta a diventare un terapeuta sistemico-relazionale, è che tutti abbiamo dei miti. Secondo quelli, che sono le idee che abbiamo di come dovrebbero andare le cose, degli schemi che dovrebbero dare ordine al mondo, giudichiamo la perfezione e l’imperfezione di eventi, persone, relazioni. Il mito è costruito nella nostra mente, ci insegnano, dal contesto da cui proveniamo, dalla storia nostra e della nostra famiglia, della nostra società, della nostra emotività.
Da allievi inoltre sentiamo e perpetuiamo, costantemente sollecitati da quello che si dice di lei, il mito (nel senso più colloquiale del termine) di Lorna Benjamin, la professoressa americana che ha passato la sua giovinezza tra i corridoi della’Università del Wisconsin, imparando da Harry Harlow e sviluppando la sua particolare visione della personalità, delle sue “dimensioni”, dei suoi disturbi e delle sue cure, teorizzate nella Terapia Ricostruttiva Interpersonale. E il mio “mito del mito” era che la dott.ssa Benjamin fosse algida e austera, affascinante e forse (pensando a posteriori) un po’ distante e altezzosa, un genio dalla teoria inoppugnabile e un fenomeno demagogico. Lo stereotipo, insomma, dello scienziato umano, studioso e ricercatore, che ha tratto dalla realtà le sue conclusioni e ha preso le sue distanze.
C’è solo da immaginare la mia sorpresa, dunque, nel constatare, quando ho potuto ascoltarla finalmente dal vivo nel master del 16-17-18 maggio 2019, che la professoressa Benjamin è una delle persone meglio integrate nella realtà che io…

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Note

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