“Le origini profonde delle società umane”.

L’eredità di Andrea Camilleri.
Ezio Bosso, nelle sue stanze.
La notte stellata. Rivista di psicologia e psicoterapia n° 2/2020 – RECENSIONI – pag 149-152

Recensione del libro “Le origini profonde delle società umane” di Edward O. Wilson.

di Cristiana Chirivì


Edward Osborne Wilson, classe 1929, doppio premio Pulitzer per la saggistica, riconosciuto come uno dei più importanti biologi e naturalisti del mondo, è il fondatore della sociobiologia, intesa come lo studio sistematico dell’evoluzione biologica del comportamento sociale.
Egli intuì che il comportamento, sia degli animali che degli uomini, era il prodotto dell’interazione tra l’ereditarietà genetica e gli stimoli ambientali.
Parlando di biologia e di interazioni certo non possiamo non pensare alla psicoterapia sistemico relazionale ma se ci aggiungiamo i concetti evoluzionistici, propri dell’autore, è quasi d’obbligo un rimando al pensiero di Lorna Smith Benjamin la quale ci ricorda che “la prima cosa che la biologia naturale richiede al terapeuta è che cominci a pensare in termini interazionali”1. Inoltre, per l’autrice, la biologia naturale permetterebbe di ancorare la formulazione del caso e i modelli d’intervento della Terapia Ricostruttiva Interpersonale nei principi dell’evoluzionismo, suggerendo che i sintomi affettivi del disturbo mentale sono incorporati nelle interazioni sociali e sono di fatto dei tentativi di adattamento (Smith Benjamin L., 2019).
Dunque, L. S. Benjamin ci spiega come il comportamento – soprattutto quello disfunzionale – sia una rievocazione, una riproposizione nel presente, delle lezioni disadattive sulla gestione degli affetti apprese, durante i primi anni di vita, dai genitori e da altre figure di attaccamento.


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