PROTEGGERE I BAMBINI DALLA VIOLENZA ASSISTITA.

EPISTEMOLOGIA E STORIA DELLA PSICOLOGIA.
ECOLOGIA DELLA MENTE.
La notte stellata. Rivista di psicologia e psicoterapia n° 1/2019 – IN LIBRERIA–  pag. 168

PROTEGGERE I BAMBINI DALLA VIOLENZA ASSISTITA.

VOLUME I,
RICONOSCERE LE VITTIME. VOLUME II, INTERVENTI IN RETE

di  ELENA BUCCOLIERO, GLORIA SOAVI

FRANCO ANGELI EDITORE


Essere testimoni di violenza sulla madre comporta per i figli gravi danni.
Tale consapevolezza non è un’acquisizione recente; tuttavia, ancora non fa parte a pieno titolo della cultura dei sistemi di
protezione e cura e ad essa non corrispondono adeguati interventi riparativi.
È quindi necessario riportare l’attenzione sulle conseguenze traumatiche che queste esperienze hanno nell’evoluzione psicologica, emotiva ed esistenziale dei bambini e delle bambine.
Dopo molti anni dalla definizione di violenza assistita il problema più grave ancora oggi sembra quello di riconoscerli come vittime, di coglierne la sofferenza, i vissuti, la visione distorta che si crea in loro e che condizionerà le loro vite. In
fondo la violenza non li colpisce direttamente, quindi perché sono vittime?
La superficialità di questa lettura è ancora più grave ed evidente se pensiamo a quanto ancora sia difficile riconoscere il maltrattamento psicologico e a come la violenza nella coppia venga confusa con il conflitto, quasi ci fossero responsabilità
da attribuire anche a chi subisce. Stereotipi culturali neganti, difficili da sradicare, impediscono di individuare la violenza sulle donne all’interno delle mura domestiche e di riconoscerla come negazione dei diritti. Questa condizione investe doppiamente i bambini, poiché, anche quando viene identificata, sembra non riguardarli.

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