Rivogliamo la nostra realtà banale e dominante! Coronavirus, pandemia e sottomondi sociologici.

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Individualismo, negazione e rifiuto del potere: ecco perché c’è chi non sta a casa.
La notte stellata. Rivista di psicologia e psicoterapia n° 1/2020 – LA PROPOSTA-SPECIALE COVID 19 – pag 26-28

Rivogliamo la nostra realtà banale e dominante! Coronavirus, pandemia e sottomondi sociologici.
18 Marzo 2020.

Valentina Albertini*


Nel libro di Gianmarco Manfrida (1996) “La narrazione psicoterapeutica” come esempio per spiegare l’effetto emotivo dirompente delle discrepanze, viene riportato l’esempio di una conversazione in una coppia, nella quale lui le dice che sta andando al lavoro, e lei risponde: “ricordati di prendere il kalasnikow prima di uscire!”. Il lettore, a vedere queste parole, solitamente aveva un sussulto dovuto alla surreale situazione, che nessuno si sarebbe aspettato. Mi è tornata in mente questa conversazione stamattina, prima di andare nel mio studio dove da oltre 10 giorni vedo solo pazienti online, quando mio marito mi ha chiesto “hai preso la mascherina e l’amuchina?” Un mese fa, se lui mi avesse detto la stessa cosa, avrei richiesto un TSO. Oggi, ho risposto “certo, stai tranquillo” e ho infilato la maschera prima di inforcare la porta. L’epidemia di Coronavirus, e le misure precauzionali connesse, sono entrate a far parte prepotentemente delle nostre vite. Da giorni viviamo una quotidianità drogata, fatta di relazioni ridotte, sospettosità, paura, ma anche speranza e condivisione a distanza. Tutto ciò che fino a due mesi fa sarebbe sembrato frutto di un romanzo di Stephen King, ci appare quotidiano e lo viviamo appena apriamo la porta.

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Note
*Dott.ssa Valentina Albertini, Psicologa, Psicoterapeuta, didatta del Centro di Studi e di Applicazione della Psicologia Relazionale di Prato (CSAPR).

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