Ricordo di Rodolfo de Bernart.

Famiglia e trauma.
Lo stage in Virginia alla James Madison University.
La notte stellata. Rivista di psicologia e psicoterapia  n° 1/2019 – RICERCA E FORMAZIONE – pag 67-68

Ricordo di Rodolfo de Bernart.

Gianmarco Manfrida*


Ho incontrato Rodolfo non in un ambiente di psicoterapeuti, ma all’ Ospedale Psichiatrico, 40 anni fa: lui era un giovane assistente, io un medico neolaureato assunto per realizzare la legge Basaglia. Solo più tardi scoprii che eravamo cugini o forse fratellastri: lo stesso primario che aveva indirizzato lui e tutta l’ équipe che poi costituì l’ Istituto di Terapia Familiare di Firenze a fare la formazione da Andolfi mandò me pochi anni dopo da Cancrini.
Da allora le nostre vite sono procedute in modo parallelo, con frequenti incroci e collaborazioni, reciproca stima e simpatia. Eravamo simili per formazione culturale e ambiente di crescita, per rifiuto di farci rinchiudere dentro recinti in un’epoca in cui le rivalità tra scuole di psicoterapia escludevano accordi e collaborazioni tra le sedi periferiche. Eravamo anche diversi: le capacità tecnologiche di Rodolfo, l’instancabile attività che lo faceva viaggiare per tutto il mondo, l’impegno nelle relazioni sociali, la passione per l’immagine come sintesi di concetti contrastavano con la mia scelta di essere presente quasi costantemente al Centro Studi di Prato, la predilezione per la curata verbalizzazione dei contenuti, la ritrosia sociale. Tuttavia avevamo grande rispetto
reciproco e ognuno ammirava nell’altro le differenze da se stesso.


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Note
*Dott. Gianmarco Manfrida, Psichiatra, Psicoterapeuta Direttore del Centro Studi e Applicazione
della Psicologia Relazionale di Prato.

 

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