“Terapia allo specchio” di Irvin Yalom.

Entrare fuori, uscire dentro.
“La sfida dell’adozione. Cronaca di una terapia riuscita.”
La notte stellata. Rivista di psicologia e psicoterapia n° 2/2020 – RECENSIONI – pag 166-169

Recensione del libro “Terapia allo specchio” di Irvin Yalom.

di Viviana Scatola


Approcciando a questo testo del 1974 di Irvin Yalom, riedito da Neri Pozza nel 2020, ho cercato dapprima di capire con quale intento l’autore avesse condiviso con il largo pubblico un pezzo del suo lavoro nella stanza di terapia. Già dal destinatario scelto, si può cogliere molto dell’approccio clinico e lavorativo di questo psichiatra psicoterapeuta statunitense, poiché la storia raccontata viene rappresentata quasi fosse un romanzo, la “storia di due esseri umani” a cui chiunque voglia, possa avvicinarsi.
Sarebbe riduttivo intendere “Terapia allo specchio” come se fosse semplicemente il diario di una terapia. Credo che nelle intenzioni di Yalom si debba considerare questo testo più come il regalo che ha deciso di donare, in maniera simbolica, a tutti i suoi pazienti, in particolare alle storie che ognuno di loro gli ha raccontato, e a cui ha deciso di dare ampio respiro, di far uscire dalla memoria e dagli appunti del terapeuta, per consegnarli ad una coscienza collettiva, per imprimere una traccia, per diventare esperienza.
Gli addetti ai lavori potrebbero storcere il naso di fronte a quella che parrebbe presentarsi come una semplificazione del lavoro terapeutico, quando invece non diventi un’esaltazione della figura del terapeuta, ma credo che l’equivoco si possa chiarire comprendendo meglio l’approccio clinico e teorico dell’autore.
Definire cosa sia la psicoterapia per Yalom, quell’approccio che lui definisce “psicoterapia esistenziale”, non è per me semplice, ma forse utilizzando una metafora dell’autore stesso, posso provare a fare chiarezza a chi vi approccia da neofita.


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