Zeus ovvero il terapeuta bloccato.
Verità giuridica e verità psicologica: il caso di un abuso su minore.
La notte stellata. Rivista di psicologia e psicoterapia n° 2/2018 – 2+2 NON FA 4 – pag 73-92

Un invio troppo “impegnativo”.

Il controtransfert indiretto in un lavoro con pazienti borderline, che evidenzia l’importanza della supervisione, quando il terapeuta collabora con la struttura inviante.

di Raffaella Schiavone*


Questo lavoro presenta un caso di controtransfert indiretto in una terapia con pazienti borderline e pone l’accento sull’importanza della supervisione nei casi in cui il terapeuta collabora all’interno della struttura inviante.
La supervisione, consentendo al terapeuta di addentrarsi nelle sue zone di criticità, facilita il riconoscimento, il controllo e l’utilizzazione delle reazioni controtransferali e rappresenta, per questo, un contesto di protezione per i pazienti e per il terapeuta stesso.

Scarica la versione completa dell’articolo



This work presents a case of indirect counter-transfer in a therapy with borderline patients and emphasizes the importance of supervision in the cases where the therapist collaborates with the sending structure.
Supervision, allowing the therapist to penetrate its critical areas, facilitates the recognition, the control and the use of counter-transferal reactions and it represents, therefore, a context of protection for patients and for the therapist himself.This work presents a case of indirect counter-transfer in a therapy with borderline patients and emphasizes the importance of supervision in the cases where the therapist collaborates with the sending structure.
Supervision, allowing the therapist to penetrate its critical areas, facilitates the recognition, the control and the use of counter-transferal reactions and it represents, therefore, a context of protection for patients and for the therapist himself.



Note

*Dott.ssa Raffaella Schiavone, Psicologa, psicoterapeuta sistemico relazionale.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA