Individualismo, negazione e rifiuto del potere: ecco perché c’è chi non sta a casa.
Coronavirus: La Psicologia del Rischio nella Terra dei cachi.
La notte stellata. Rivista di psicologia e psicoterapia n° 1/2020 – LA PROPOSTA-SPECIALE COVID 19 – pag 19-21

Intelligenza spirituale come risposta alla paura.

Francisco Mele*


In questo periodo si scontrano due principi. Il principio di “uccidibilità” e il principio di “solidarietà”.
Il principio di uccidibilità è inteso come ciascuno di noi sia veicolo di morte, o può essere ucciso dall’altro attraverso il virus che rende ciascuno un possibile assassino inconsapevole. L’assassino inconsapevole non ha in sé le caratteristiche della personalità del criminale, per cui i sensi di colpa che lo assalgono quando ha contagiato l’altro senza averne intenzione lo possono portare a uno stato di depressione che paradossalmente lo rende ancora più vulnerabile.
Il principio di solidarietà va inteso come il desiderio di augurarsi che l’altro stia bene, anche per un proprio egoismo; addirittura si desidera che il peggior nemico non sia malato. Il desiderio che l’altro stia bene non riguarda soltanto il prossimo vicino, amico, parente, collaboratore, collega, ma si estende anche al prossimo lontano. Questo principio può far breccia su quelle persone che hanno come fine l’odio verso l’altro vissuto da ostacolo per la propria realizzazione.
Il principio dell’odio si è riscontrato tra i malati di tubercolosi della fine dell’Ottocento o in alcuni malati di aids; pochi decenni fa si era posto come la vendetta con cui si voleva colpire tutti gli altri indistintamente.

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Note
*Dott. Francisco Mele, Ph.D in psicologia clinica, Didatta del Centro Studi di Terapia Familiare e Relazionale.

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