Andrea il cantastorie. Quando la persona supera il personaggio.
Andrea il cantastorie.
La notte stellata. Rivista di psicologia e psicoterapia n° 2/2019 – ARTE E PSICHE– pag 124-128

Andrea il cantastorie.

GRANDE CANTASTORIE

Gianmarco Manfrida***


In una vita lunga e affrontata dai 17 anni con fiera e ribelle autonomia, Andrea Camilleri è riuscito ad essere poeta, regista teatrale, insegnante di regia, autore di cento romanzi, inventore di un nuovo linguaggio, esperto di ricette siciliane, padre dell’ investigatore italiano più famoso al mondo, immortalato da una quantità di sceneggiati RAI. Ho scoperto da poco che ha partecipato ai gialli televisivi italiani in bianco e nero degli anni ’60 come delegato di produzione: c’era lui dietro le indagini del Tenente Sheridan, uomo dal viso impenetrabile e dal mitico impermeabile, e dietro la prima investigatrice tv italiana, Lauretta Masiero, che in Le avventure di Laura Storm indossava un trench più femminile ma sempre impermeabile. Anche Le avventure del commissario Maigret, serie stupenda di planetario successo interpretata da Gino Cervi con indimenticabile sigla di Luigi Tenco, vedeva sempre lui tra i realizzatori.
Questi i primi gialli con cui si cimentò Camilleri: molto lontani dalla figura più concretamente umana di Salvo Montalbano, sospesa tra momenti di alta etica e di quasi ridicolo imbarazzo.
Le storie narrate da Camilleri col passar del tempo si sono riempite di contenuti paralleli, di considerazioni sul teatro, sulla storia, sull’ attualità sociale e politica. L’ atteggiamento del narratore anziano vira verso un deluso ma mai scoraggiato cinismo; viene accettata una perdita di sicurezze e di aspettative dalla vita e dal mondo che induce a vivere per la bellezza di un tramonto o il gusto di un piatto speciale preparato dalla famosa domestica Adelina. I personaggi di contorno sono da sempre una raccolta di pupi siciliani: l’ispettore donnaiolo, il milite ignorante e casinista, il sottufficiale fedele ed efficiente, la fidanzata rompiscatole troppo lontana o troppo vicina, altre belle donne in transito (spesso misteriosamente attratte dall’aria vissuta e sciupacchiata del commissario), una miriade di figure maschili e femminili caratterizzate da piccole virtù e moderati difetti.

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Note
***Dott. Gianmarco Manfrida, Psichiatra, Psicoterapeuta, Direttore del Centro Studi e Applicazione della Psicologia Relazionale di Prato, Didatta del Centro Studi di Terapia Familiare e Relazionale.

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