Antropologia sociale e storia delle religioni al servizio dell’Egittologia.

Rituale.
Zerocalcare.Da Rebibbia a “Strappare lungo i bordi”.
La notte stellata. Rivista di psicologia e psicoterapia n° 1/2022 – RECENSIONI – pag 100-102

Prospettive composite

Nota della Redazione

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Angelo Colonna, un egittologo, ha scritto Religious Practice and Cultural Construction of Animal Worship in Egypt from the Early Dynastic to the New Kingdom. Un interessante libro, nel classico stile accademico, sui rituali, sulle forme dei rituali, illustrando con cura e dovizia di analisi il rapporto tra le pratiche religiose e il culto degli animali nell’antico Egitto. Lo ha recensito per noi Francesca Iannarilli, anche lei cultrice della materia. Alla sua recensione, Prospettive composite: antropologia sociale e storia delle religioni al servizio dell’Egittologia, abbiamo voluto poi affiancare un nostro discorso, un discorso da terapeuti sui Rituali, riportando la voce curata da Angela Viscosi e Rita Accettura per L’alfabeto relazionale, il Glossario di Voci della Psicoterapia.

Antropologia sociale e storia delle religioni al servizio dell’Egittologia.

di Francesca Iannarilli.

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Nelle costruzioni mitiche, simboliche e rituali delle società antiche, gli animali costituiscono una presenza concreta al punto da fornire un mezzo efficace per analizzare e comprendere gli approcci del mondo umano a quello extraumano. In questo l’antico Egitto ha assunto una posizione caratteristica, poiché ha fatto del teriomorfismo un elemento ricorrente, e talvolta sostanziale, nell’elaborazione del proprio immaginario divino e della pratica religiosa.


A lungo si è considerato il fenomeno delle sepolture animali, e dunque della devozione ad esse connessa, come proprio del periodo tardo della storia egiziana, quasi alla periferia del suo panorama religioso, un semplice e marginale riferimento simbolico alla divinità.
Nel suo volume1, Angelo Colonna rimette in discussione l’approccio, proponendo un modello alternativo alla comprensione del fenomeno storico-religioso del cosiddetto “culto degli animali” egiziano. Lo fa indagando nel dettaglio fonti più antiche di quelle sino a oggi considerate (partendo cioè dal III millennio a.C.), problematizzandole e poi re-interpretandole alla luce di modelli teorici più estesi e inclusivi (storico-religiosi ed antropologici).


Tra gli obiettivi principali e meglio conseguiti: quello di supplire all’interpretazione tradizionale del fenomeno, troppo spesso influenzata da prospettive teologiche e/o etiche (si pensi alla narrazione spesso giudicante e polemica che dell’Egitto facevano gli storiografi greci o i passi biblici); quello di rivalutare la nozione di “culto degli animali” come categoria analitica, portando in primo piano l’azione rituale svolta sugli esemplari animali.


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Note

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