’68. La rivolta giovane. Cronache e documenti.
Fuori tutti, fino all’ultimo.
La notte stellata. Rivista di psicologia e psicoterapia n° 2/2018 – ARTE E PSICHE – pag 114-118

Enza Polito: Un mondo nel cuore.

di Paola Ricca*


“Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole”
E’ il verso iniziale della canzone di Fabrizio De Andrè “Un matto” (1971), che bene accompagna le foto con cui Enza Polito racconta i volti e le storie di chi ha fatto l’esperienza della vita in manicomio.
Le foto di Enza Polito, scattate al Santa Maria della Pietà di Roma, mostrano drammaticamente le sofferenze di chi ha vissuto l’ospedalizzazione psichiatrica.
Volti senza parole, sguardi che parlano di isolamento, di deprivazione, di disperazione e rassegnazione, che nella loro fissità trasmettono all’osservatore la profonda incomprensione di cui sono stati vittime e che ha segnato i loro destini negando qualsiasi possibilità di espressione del proprio mondo interiore, che per questo si è spento o ha preso vie tutte rivolte all’interno diventando, in un drammatico circolo vizioso, sempre più incomprensibile all’esterno.
Sono occhi che ricordano gli sguardi di tutti coloro che, non solo per disagio mentale ma perché stranieri, disabili, diversi, scomodi o comunque problematici, vengono allontanati, quasi a preservare la presunta normalità degli altri.
Scatti di tanti anni fa, ma nonostante questo di grandissima attualità.

 

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Note
*Dott.ssa Paola Ricca, Psicologa, Psicoterapeuta, Didatta Istituto Dedalus

 

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