Al di là del gineceo.
Ricordo di Rodolfo de Bernart.
La notte stellata. Rivista di psicologia e psicoterapia n° 1/2019 – IL SEMINARIO – pag 70-92

Famiglia e trauma.

Mariella Galli*


L’articolo si propone di mettere a fuoco le modalità in cui vengono vissute ed elaborate nel tempo le esperienze avverse della vita da singole persone, come da intere famiglie, in contesti sociali e culturali diversi. La rilevante difformità delle risposte alle avversità della vita ci permette di riflettere sui limiti della teoria sul trauma che si fonda sul paradigma medico psichiatrico e sui suoi criteri diagnostici e classificatori. Appare molto riduttivo proporre interventi volti a considerare coloro che hanno subito eventi devastanti come perdite improvvise, maltrattamenti, fallimenti economici, persecuzioni politiche, solo come vittime impotenti segnate da possibili sintomatologie fisiche o relazionali. Ciò non vuol dire che le ferite, spesso profonde, non abbiano bisogno di cure per rimarginarsi.
Viene sottolineata l’importanza di un approccio interdisciplinare, la necessità di integrare approcci diversi: teorie psicoanalitiche sul trauma, neurobiologia del trauma, teorie dell’attaccamento, teoria dell’Attachment regulation, gli aspetti relazionali e la trasmissione intergenerazionale del trauma, fattori di rischio e protezione della famiglia, letteratura dei sopravvissuti.
Infine, una particolare attenzione è rivolta a come gli eventi traumatici e altri eventi significativi di vita abbiano la potenzialità di trasformare il sistema familiare secondo una logica irreversibile e i processi adattivi siano connessi all’equilibrio dinamico del sistema. Si conferma la natura circolare degli effetti del trauma. Le reazioni del singolo individuo traumatizzato e le risposte del sistema familiare sono collegate in un processo circolare.
La misura in cui la famiglia può supportare l’individuo è legata al modo in cui i membri della famiglia gestiscono le proprie reazioni al trauma, mentre le caratteristiche specifiche del trauma, della vittima e della sintomatologia a loro volta, influenzano l’impatto del trauma sulla famiglia.
Quello su cui si vuole riflettere, in questo articolo, è proprio su quali siano le cure da proporre per dare un valore esistenziale e propositivo al dolore e alla sofferenza, perché possa trasformarsi in resilienza personale e forza collettiva: non ci potremo allora accontentare di medicine e tecniche volte a cancellare i ricordi traumatici. Saranno, invece, proprio il racconto, la “storia del trauma”, il valore dei sentimenti vissuti – di paura, vergogna, umiliazione- e l’ascolto collettivo delle strategie adottate per resistere all’impatto dell’evento a fornire le risorse da cui ripartire per ridare un senso alla vita
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The article aims to focus on the ways in which the adverse experiences of life are experienced and elaborated over the time by individual people, as well as by entire families, in different social and cultural contexts. The significant difference in the responses to life’s adversities allows us to reflect on the limits of the trauma theory that is based on the medical psychiatric paradigm and its diagnostic criteria and classifiers. It seems very reductive to propose interventions aimed at considering those who suffered devastating events such as sudden losses, mistreatment, economic failures, political persecutions, only as powerless victims marked by possible Physical or relational symptomatologies. This does not mean that wounds, often deep, do not need care to heal.
It underlines the importance of an interdisciplinary approach, the need to integrate different approaches: psychoanalytic theories on trauma, neurobiology of trauma, theories of attachment, theory of attachment regulation, relational aspects and the intergenerational transmission of trauma, risk factors and family protection, survivors literature.
Finally, particular attention is paid on how traumatic events and other meaningful events of life have the potential to transform the family system according to an irreversible logic and adaptive processes are connected to the dynamic equilibrium of the system. It confirms the circular nature of the effects of trauma. The reactions of the individual traumatized and the responses of the family system are linked in a circular process. The way in which the family can support the individual is related to how family members manage their reactions to trauma, while the specific characteristics of trauma, victim and symptomatology in turn, affect the impact of trauma on the family.
What it would like to reflect this article is, precisely, what are the cures to be proposed to give an existential and proactive value to pain and suffering, so that  it can become personal resilience and collective strength: we will not then be satisfied with medicines and techniques designed to erase traumatic memories.
The story, the “History of Trauma”, the value of the feelings experienced-of fear, shame, humiliation-and the collective listening of the strategies adopted to resist the impact of the event, these things will provide the resources from which start again to restore a way to life
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Note

*Dott.ssa Mariella Galli, Psicologa, Psicoterapeuta, Didatta Istituto IEFCoS.

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