“Abitare la complessità”.

PERCORSI DEL CAMBIAMENTO.
#Unfit. La psicologia di Donald Trump.
La notte stellata. Rivista di psicologia e psicoterapia n° 1/2021 – RECENSIONI – pag 148-151

Recensione del libro “Abitare la complessità” di Mauro Ceruti e Francesco Bellusci.

di Angela Viscosi


Mauro Ceruti e Francesco Bellusci, il primo professore ordinario all’Università
IULM di Milano e pioniere del pensiero complesso, il secondo saggista e docente di filosofia, lanciano una sfida, in questo piccolo libro così intenso: la possibilità di abitare la complessità.
Da terapeuta sistemico relazionale il titolo in sé mi sembrava una provocazione importante, non avevo idea di quanto mi avrebbe affascinato ripercorrere le evoluzioni storiche, politiche e sociali del pensiero complesso, troppe volte sacrificato in virtù di un pensiero semplicistico, di quel semplicismo accattivante in grado di contribuire a quegli stati di epidemia psichica che corrodono e distorcono il confronto razionale nello spazio pubblico.
Per parlare del pensiero complesso gli autori ritornano a Nietzsche, “reale è la cosa osservata e cioè alterata dall’osservazione [..] Reale è solo il complesso.”
L’importanza del modo in cui abbiamo esperienza della nostra interazione con la realtà, la mappa che non è il territorio, e quindi l’impossibilità che possa esserlo una mappa semplificata e immutabile. Scorro le pagine e penso alle famiglie e agli individui in stanza di terapia, come i nostri didatti e formatori ci hanno insegnato a pensarli come sistemi complessi, a guardare alle relazioni che intercorrono tra loro e alle relazioni interiorizzate da loro, al contesto. “Accostarsi al mondo da diverse prospettive, percepire diverse prospettive del mondo equivale ad aprire nuove possibilità d’azione, sia per la singola persona sia per tutte le collettività umane”, questo vale per la politica, la scienza, l’educazione e per noi terapeuti, che delle persone ci occupiamo.. 


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