#Unfit. La psicologia di Donald Trump.

“Abitare la complessità”.
Lavorando con Otto Kernberg.
La notte stellata. Rivista di psicologia e psicoterapia n° 1/2021 – RECENSIONI – pag 143-147

#Unfit. La psicologia di Donald Trump.

di Laura Tullio


Il sei gennaio 2021 è una data destinata a restare nella storia, ad essere ricordata dagli americani e non solo. Un giorno folle, che ha visto una delle nazioni più potenti del mondo destarsi dal quel sogno di democrazia americana che i padri fondatori hanno concepito rendendola grande.
Un sogno glorioso che maschera al suo interno i limiti di un Paese in lotta con sé stesso segnato dalla pandemia da Covid-19, dagli scontri razziali, dalle manifestazioni del movimento Black Lives Matter. Con l’avvio del 2021 l’America mostra i suoi punti deboli e lo fa in modo “grandioso”, senza precedenti, attaccando simbolicamente al cuore la sua Costituzione.
“Marceremo, marceremo con chiunque vogliate ma lo faremo adesso e marceremo sul Campidoglio”, queste le parole di Donald Trump che esorta i suoi sostenitori più estremisti ad attaccare Capitol Hill durante la seduta del Congresso riunitosi per ratificare la vittoria di Biden alle elezioni presidenziali. Un incitamento alla marcia che richiama alla memoria di molti quella su Roma del 1922 che ebbe come conseguenza l’ascesa al potere del Partito Nazionale Fascista.
Accostamento di manifestazioni eversive guidate da uomini potenti, leader totalitari, per molti “Unfit” ossia inadatti al ruolo istituzionale. Ma come si determina l’idoneità alla presidenza di un Paese? Donald Trump ha la giusta stabilità psichica per guidare l’America? questo si è domandato Dan Partland, regista del documentario “#Unfit: La psicologia di Donald Trump” premiato ai Primetime Emmy Awards. 


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