Una rivisitazione del film: “Lo chiamavano Jeeg Robot”.

Se mi confondo guidami e sii paziente. Gomez de Teran e i Murales dell’ex Manicomio Santa Maria della Pietà.
Un’ansia da separazione…contagiosa! Storia della famiglia Crood’s.
Rivista “La notte stellata” n°1/ 2017 – SUGGESTIONI – pag 98-103 

Una rivisitazione del film: “Lo chiamavano Jeeg Robot”.

di Francesco de Tiberiis*


In questo articolo si propone l’idea che il film “Lo chiamavano Jeeg Robot” possa essere immaginato come la produzione fantastico allucinatoria di uno dei personaggi. Nello specifico di una donna- bambina da sempre vissuta in una condizione di abuso da parte del padre e che delira e vede in un ragazzo il vero Jeeg Robot che la riscatterà da una vicenda personale di dolore ed anche di amore con il padre.
Da qui alcune considerazioni sulle dinamiche transferali e controtransferali che possono svilupparsi nella cura di questi bambini abusati diventati ormai adulti. Di quanto spesso il terapeuta sperimenti nella relazione terapeutica una paralisi emozionale e fattuale e come questa non sia diversa, in effetti, dalla stessa paralisi vissuta dal paziente nella sua vicenda di persona abusata.

Scarica la versione completa dell’articolo



This article proposes the idea that the movie “Lo chiamavano Jeeg Robot” could be imagined as the hallucination-fantastic production of one of the characters. In the specific, of a baby-woman that always lived in an abused-condition from the father, in her delirious and see a boy, the real Jeeg Robot, who saved her from a personal event of pain and also love with the father.
From here, some considerations on the transferal and contro-transferal dynamics that could develop in the cure of these abused children became almost adults. On how often the therapist experiments in the therapeutic relationship an emotional and factual paralysis and how this is not different, basically, for the same paralysis lived by the patient in his being an abused person.



Note

*Dott. Francesco de Tiberiis, Dirigente medico psichiatra Asl Roma, didatta dell’Istituto Dedalus e del Centro Studi di Terapia Familiare e Relazionale.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA