Recensione di “L’arcobaleno sul ruscello” di Eugenio Borgna. Tutti i luoghi in cui si nasconde la speranza.

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La notte stellata. Rivista di psicologia e psicoterapia n° 1/2018 – RECENSIONI – pag 128-130 

Recensione di “L’arcobaleno sul ruscello” di Eugenio Borgna. Tutti i luoghi in cui si nasconde la speranza.

di Alessandra Pomilio


E’ più facile dire quello che non è che quello che è, “L’arcobaleno sul ruscello”, l’ultimo nato dalla penna del grande psichiatra e scrittore Eugenio Borgna.
Non è un manuale, non è un articolo, non è un saggio di psicopatologia, potrebbe essere il libro ideale per accompagnare un viaggio in treno o impreziosire un venerdì pomeriggio, o anche solo un momento di profonda riflessione che riempie l’interiorità senza invaderla.
La capacità di cullare e curare con le parole, del resto, è un po’ il segno distintivo di Borgna, che mano a mano che la sua produzione letteraria va avanti sembra alla ricerca di uno stile sempre più impalpabile e suggestivo, quasi quanto l’argomento trattato in questo libro: la speranza.
E’ di questa infatti che parla già il titolo, preso a prestito da una citazione (di Nietzsche), una delle tante che disseminano il libro. Kierkegaard, Rilke e Leopardi chiacchierano con Borgna lungo le pagine, e l’autore fa comparire stralci significativi delle loro opere, quelli in cui essi hanno tradotto in parole gli stati più complessi (nel bene e nel male) dell’animo umano e li hanno a volte analizzati in sé stessi con chiarezza disarmante, quasi “medica”.
Questo stile fa sì che poesia e fenomenologia si intreccino e che il cervello quasi dimentichi di star parlando di psichiatria, mentre l’emotività non dimentica mai di star “parlando” di anima.

 

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